CIPAX

Il CIPAX aderisce alla marcia della Pace Perugia- Assisi 2018 che si svolgerà domenica 7 ottobre prossimo.

Abbiamo organizzato un pullman per andare insieme.
L'appuntamento è in Piazzale dei Partigiani, di fronte alla stazione Ostiense delle FS ale ore 6,15 di domenica 7 ottobre.
Il ritorno è previsto per le ore 22 circa. Il costo è di 20 € a persona.

Coloro che fossero interessati a partecipare sono pregati di far pervenire la propria adesione entro lunedì 24 settembre, con:

Un messaggio SMS o Whattsapp a: Cristina Mattiello 349.3753901
oppure con una e-mail a:
novelli.gianni@gmail.com

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ARCHIVI del sito

ARCHIVIO FOTOGRAFICO

E' stato caricato sul sito l'archivio fotografico storico del Cipax (1981-2005), che è stato digitalizzato e messo a disposizione cliccando qui.

ARCHIVIO REGISTRAZIONI AUDIO

E' presente anche sul sito un archivio delle registrazioni audio realizzate da Gianni Novelli in ambito Cipax e Comunità cristiana di base di san Paolo.
E' accessibile a questo link:

http://www.cipax-roma.it/Audio 1978_2009.html


PENSARE LA PACE

Come nei campi di concentramento
14 marzo 2018 - Tonio Dell'Olio

É come se dopo il 4 marzo fosse stata abbassata una serranda: del tema migranti non se ne parla più. È finita l'emergenza, è cessato il pericolo, ridotta è persino la paura. Intanto uomini, donne e bambini che nella roulette della vita hanno avuto la sola sventura di essere partoriti al di là del mare che ci separa (e che una volta ci univa), continuano a tentare il proprio “grattaevinci” e molto spesso perdono. Come è accaduto al giovane eritreo di 24 anni, giunto al pronto soccorso di Pozzallo “pelle e ossa, non lo dimenticheranno facilmente, non lo dimenticheranno mai. È morto di fame, poche ore dopo lo sbarco, lasciando gli operatori sanitari sgomenti e impotenti”. Così riportano le cronache, per poi aggiungere che, insieme a lui, altri ragazzi presentavano gli stessi “sintomi”. Il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, che è anche primario del pronto soccorso dell’ospedale di Modica dice: “Non capisco la distinzione tra immigrati che vengono da Paesi in guerra e immigrati che provengono da un Paese dove c’è una situazione economica che è drammatica. Però quello che mi impressiona è che sembra di tornare a 70 anni fa, quando abbiamo visto quelle drammatiche scene di un campo di concentramento e quegli esseri umani, quegli ebrei, ridotti pelle e ossa (...). Noi, come città, vogliamo continuare in quest’opera di accoglienza perché un Paese civile non può tirarsi indietro”. Considerazioni che non si sono sentite in campagna elettorale. E non chiedetemi perché.


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