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“I BENI COMUNI NELLA PROSPETTIVA GESTIONALE”:
questo il titolo della relazione tenuta dal prof. Guido Viale - noto economista, autore di saggi significativi quali: Un mondo usa e getta; Governare i rifiuti; Prove di un mondo diverso; La conversione ecologica - giovedì 12 gennaio al Cantiere 2011-12 organizzato dal Cipax e altre associazioni sulla tematica de ‘I Beni Comuni, via alla Pace giusta’.
I BENI COMUNI: VIA ALLA “PACE GIUSTA”
prossimo incontro
Destinazione universale dei beni comuni
ne parla Giovanni Franzoni
Giovedì 9 febbraio 2012 alle ore 18,30 presso il salone della comunità di san Paolo, in via Ostiense, 152/B.
NOVITÀ del sito
E' disponibile la trascrizione dell'incontro Cipax:
Prospettiva etica - con suor Antonietta Potente, del 1 dicembre 2011
PROPOSTA di "Buona Pratica"
* AAA ! - Cercasi soci del cantiere di pace 2011 - 2012
Aderisci all’associazione CIPAX-Centro interconfessionale per la pace.
Quota ordinaria per il 2012: € 25
Quota sostenitore per il 2012: € 50 - vedi in Associarsi
PENSARE LA PACE
MESSAGGIO DELL’ASSEMBLEA DI PAX CHRISTI
Brescia, 1 gennaio 2012
Educare i giovani alla giustizia e alla pace vuol dire educarci tutti al disarmo delle menti, dei cuori e dei territori. Allontanare la paura. Plasmare una sicurezza comune. Costruire un futuro senza atomiche e un’Italia smilitarizzata nell’economia e nella politica, nella cultura e nel linguaggio, nelle relazioni umane, nelle nostre città.
Educarci alla giustizia e alla pace vuol dire disarmare la finanza e costruire un’economia di giustizia. Non spendere 3 milioni di euro l’ora per armamenti. Rifiutare l’idea di uscire dalla crisi economica con il riarmo. Tassare le transazioni finanziarie (aderendo anche alla campagna “zerozerocinque”). Lottare contro la corruzione e l’evasione fiscale. Promuovere un lavoro dignitoso per tutti.
Educarci alla giustizia e alla pace vuol dire tagliare le spese militari. Dire NO ai cacciabombardieri F35 Joint Strike Fighter (che costano 15 miliardi di euro), NO ai 100 caccia Eurofighter (10 miliardi di euro), NO a nuove navi di guerra. Rafforzare le spese sociali. Riconvertire l’industria bellica. Sviluppare la cooperazione e il Servizio civile.
Educare alla giustizia e alla pace vuol dire controllare, ridurre e fermare il mercato delle armi rafforzando la legge 185/1990 e la trasparenza verso tante ombre di corruzione in aziende private e pubbliche legate al mercato della guerra. Bloccare l’export militare in zone di conflitto o dove siano violati i diritti umani. Sostenere la campagna contro gli scudi spaziali, le mine antiuomo e le bombe a grappolo.
Educare alla giustizia e alla pace vuol dire chiedere alle proprie banche di uscire dal mercato delle armi. Diffondere negli Istituti di credito una Carta della responsabilità etica per il controllo-riduzione di operazioni finanziarie rivolte alla produzione e al commercio di armi. Realizzare le “tesorerie disarmate” negli Enti locali, nelle parrocchie, nelle diocesi.
Educarci alla giustizia e alla pace vuol dire ripudiare le guerre. Realizzare il disarmo come bene comune della famiglia umana. Riconvertire civilmente la nostra presenza militare in Afghanistan. Sviluppare una politica di cooperazione democratica nel nord Africa. Intervenire con la forza del diritto sia in Siria che in Iran per evitare disastrose avventure belliche. Avviare percorsi di disarmo per un Medio Oriente denuclearizzato .
Educarci alla giustizia e alla pace vuol dire cittadinanza attiva. Estendere la rete dei nuovi stili di vita sobri e solidali. Sviluppare nella comunità cristiana la conoscenza dei criteri etici nell’uso del denaro attraverso le banche. Attivare buone relazioni con l’ambiente. Difendere l’acqua come bene comune (con l’adesione alla Campagna di obbedienza civile “Il mio voto va rispettato” www.acquabenecomune.org). Edificare città dove nessuno sia straniero e possa dire “l’Italia sono anch’io”.
Educarci alla giustizia e alla pace vuol dire promuovere la festa della Repubblica attivando le “forze disarmate” della società civile.
Educarci alla giustizia e alla pace vuol dire pregare il Signore della pace che ci accompagni nel cammino per costruire ponti di umanità e contemplare la beatitudine della pace nel bambino disarmato.
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