Vivere la  Decrescita da Cristiani


Il punto di vista di:......
 

I riferimenti

 

 

 

Chi siamo
Educazione allo sviluppo

 

Serge Latouche: .....................Quanto alla decrescita, siamo di fronte a un concetto o a uno slogan? Credo che la decrescita non sia un concetto, ma uno slogan che vuole provocare. Sarebbe più corretto parlare di «a-crescita», perché si deve considerare che la crescita è l’aspetto fondamentale sul quale la religione dell’economia pone l’accento da molti anni. «Crescere per crescere»: questo è il fine della società occidentale. Consumo, produzione, lavoro, profitto: abbiamo dimenticato la gioia di vivere, i nostri veri bisogni, la vita.
Ma è chiaro che non ha senso nemmeno il contrario, «decrescere per decrescere». Appare urgente inventare un altro modo di vivere, per quella che potremmo chiamare società della decrescita. Il sistema industriale ha creato tanta miseria e il desiderio di uscire da questo sistema è stato chiamato in diversi modi: socialismo, associazionismo, economia sociale. Ora c’è la società della decrescita.............

 

 International Panel on Climate Change (IPCC), 2005: ..… stiamo rischiando la capacità della razza umana di sopravvivere......Il cambio climatico è reale. Abbiamo giusto una piccola finestra di opportunità e questa si sta chiudendo piuttosto rapidamente. Non c'e' un momento da perdere."

 Mt 6,24 e Lc 16,13: Non potete servire contemporaneamente Dio e Mammona
Se fino ad ora si poteva pensare alla “decrescita” come a qualche idea bizzarra, adesso che la minaccia alla vita dell’umanità e’ palpabile, non si può evitare di guardare alla decrescita che con interesse...... crescente. Tuttavia ben prima di questa “costrizione”, si era sviluppata una forte critica al capitalismo, fondato sulla crescita economica illimitata, nel quale si osserva, con disagio, il fenomeno dell’accumulo dei capitali finanziari, del potere politico-militare, del controllo dell’informazione, nelle mani di pochi, a livello globalizzato.      Nonostante questo disagio, abbiamo tutti, chi prima chi dopo, abbracciato il sistema capitalistico, specialmente a partire dalla caduta del muro di Berlino, così che le parole d’ordine quali profitto, crescita, consumo fanno parte integrante della nostra mentalità corrente: non sapremmo farne a meno, le ricerchiamo con tutte le forze, e’ una bestemmia criticarle.  Ecco, e’ proprio giusto parlare di bestemmia;  il capitalismo e’, a tutti gli effetti, il nostro nuovo dio, un idolo, al quale sacrifichiamo la nostra stessa vita, la vita dei nostri figli e nipoti e la vita di intere popolazioni impoverite nei secoli, dall’arroganza e aggressività della conquista mercantile.

 Genesi 11, 1-9: ....Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra......................
Nella loro sapienza ancestrale, la donna e l'uomo hanno, da sempre, la consapevolezza del limite sia a livello personale sia a livello delle loro costruzioni organizzate.  Ma la caratteristica umana dell'inquietudine spinge continuamente alla ricerca libera di un superamento di vincoli e limiti: quando questa caratteristica si sposa con la bramosia del profitto e del potere economico, venendo meno al rispetto della giustizia sociale ed economica e dell'equilibrio ecologico, l'umanità crea le condizioni infelici di insostenibilità, caratterizzata da sovraccarico di produzioni materiali e di rifiuti siano essi oggetti tanto ambiti e poi gettati via come obsoleti, siano essi popolazioni intere, impoverite e poi emarginate.

Mt 6,25-34:  Perciò io vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di che vi vestirete. La vita non vale più del cibo e il corpo più del vestito?....................................
Eppure la donna e l'uomo hanno, da sempre, la consapevolezza che la loro felicità ha bisogno di poche cose esistenziali e di condivisione, nella comunità di appartenenza, di gioie e dolori, che sempre ci accompagnano.  Una delle cose fondamentali che favorisce l'equilibrio nell'umanità e' il contatto fisico ed emozionale con una natura incontaminata, esattamente il contrario di quello che sta succedendo oggi: l'inquinamento dell'ambiente naturale ci preclude dal rinnovare questo equilibrio interiore, rinforzando così un'aggressività endemica, che mina al fondo l'equilibrio sociale.  La sobrietà, con nuovi stili di vita, diventa così una parola chiave da riscoprire e rivalutare, in tutte le sfaccettature.

Rimaniamo così in attesa di riscoprire e rivitalizzare le parole liberanti da questa condizione di immaginario collettivo di crescita illimitata. Abbiamo bisogno di rinnovare la consapevolezza della sapienza ancestrale, che ci ponga in un equilibrio di pace e rispetto con tutti gli esseri viventi, incluso il nostro pianeta; una nuova consapevolezza, fatta di conoscenza, che guidi la scienza e la tecnica così liberate dall'asservimento al mercato, accompagnata da un nuovo senso di responsabilità, secondo il principio di precauzione. E' necessario trovare la strada di un nuovo umanesimo trascendente, con un nuovo tipo di sviluppo esistenziale e spirituale della specie umana.

Cosa proponiamo

  • Che i Cristiani esprimano apertamente il loro punto di vista sulla decrescita: questi saranno pubblicati nella pagina "Il punto di vista di......";

  • Che i Cristiani vivano realmente quello che affermano, mettendo in pratica le parole delle Comunità di Pace Colombiane: "Le parole senza l'azione sono vuote, l'azione senza le parole è cieca. Le parole e l'azione fuori dallo spirito della Comunità sono la morte"

 

 

Educazione alla Pace | Educazione allo Sviluppo e alla Decrescita

Preghiere ecumenicheAmerica Latina | Pubblicazioni | Links | E-Mail

Chi siamo | Home Page